ATTIVITA’ DI DIDATTICA A DISTANZA. PRIMO VADEMECUM OPERATIVO


A tutti i docenti

  A tutti gli alunni

A tutti i genitori

Questo vademecum (approvato dal collegio dei docenti il 21/04/2020) è stato elaborato tenendo presenti i consueti riferimenti normativi in tema di didattica e valutazione, in particolare il DPR 122/2009 e il D. Lgs. 62/2017, nonché le note MIUR 278/2020, 279/2020, 388/2020, il PTOF e il Regolamento di Istituto.

La sua redazione assorbe il lavoro delle prof.sse Bisso e De Chiara, cui va il ringraziamento dell’istituto.

Riassume molte delle indicazioni operative già diffuse attraverso mie precedenti comunicazioni,rivedendo alcune di esse sulla base dei riscontri che sono via via emersi.

Altre indicazioni potranno essere opportunamente riviste, alla luce di nuovi scenari o per intervento di nuove disposizioni normative.

PREMESSA

L’attività didattica della scuola, di ogni scuola, si è sempre svolta in presenza. Nell’interazione tra l’adulto docente-maestro-insegnante e l’allievo, sulla quale si sono spesi fiumi di parole. E di retorica.

Nondimeno, la didattica in presenza è insostituibile, per la sua dimensione aggregata, per il valore aggiunto dato dalla socialità del suo modo di funzionare.

Oggi siamo chiamati a sostituire l’interazione in presenza di cui sopra con un’interazione tecnologica, distante, in tutti i sensi. E a dotarci di una nuova consapevolezza: non è possibile, in questo contesto nuovo, riproporre modalità e schemi della didattica in presenza.

E’ opportuno quindi fissare alcuni concetti dai quali muovere, nello sforzo di delimitare il perimetro di quello che siamo chiamati a fare, in uno scenario totalmente nuovo e con l’aiuto di tecnologie che fino a ieri non avevamo mai introdotto nella dimensione didattica.

1. Occorre mantenere viva l’interazione tra i componenti della classe

2. E’ essenziale non interrompere il percorso di apprendimento

3. Non c’è apprendimento senza interazione

4. Cambiamo il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non anche i suoi principi e il suo fine

5. Non si può pensare di sostituire in tutto e per tutto ciò che accade in classe

6. Quanto alla privacy, va considerato che la didattica a distanza costituisce attualmente l’unica modalità attraverso la quale possiamo perseguire il nostro fine istituzionale

7. La programmazione iniziale va riesaminata e rimodulata

8. Dirigente e collaboratori devono attuare un ruolo di coordinamento

9. E’ indispensabile mantenere il ruolo centrale del registro elettronico

10. E’ opportuno scongiurare sovrapposizioni e eccessivo carico di lavoro

11. Per le discipline tecniche e tecnico pratiche: lavorare sui contenuti teorici prevalentemente

12. Disabilità: non dimenticare il PEI

13. Alunni DSA e BES: prevedere l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi

14. La valutazione deve essere costante, secondo tempestività e trasparenza.

TRADUZIONE OPERATIVA DEI CONCETTI DI CUI SOPRA

1. I docenti cercano per quanto possibile di operare in modo da favorire i contatti non solo fra loro e fra loro e i singoli studenti, ma fra gli studenti stessi; si usa la email dello studente anche come canale di contatto con le famiglie, oltre a quella istituzionale (GEIS00700L@ISTRUZIONE.IT).

2. Il percorso di apprendimento può e forse deve rivolgersi anche ad altre abilità, da scovare, sollecitare e apprezzare negli studenti.

3. Attività in sincrono e interazione non sono la stessa cosa. Una videolezione frontale, anche in sincrono, non garantisce l’interazione. Può essere utile, ma va integrata con il successivo momento di restituzione e confronto. D’altra parte, non occorre necessariamente impostare un confronto in videoconferenza per garantire l’interazione. Le funzionalità del Registro Elettronico e di G Suite garantiscono di poter effettuare test a tempo. La posta elettronica dedicata permette di rimandare un esercizio corretto e di attendere la restituzione dell’elaborato perfezionato, anche per fasi successive. La possibilità di chiedere l’invio di un file audio può consentire di apprezzare la pronuncia in lingua straniera. Non occorre necessariamente essere on line e interagire con gli studenti in sincrono.

Cfr. la nota 388/2020: “Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza. Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento. La didattica a distanza prevede infatti uno o più momenti di relazione tra docente e discenti, attraverso i quali l’insegnante possa restituire agli alunni il senso di quanto da essi operato in autonomia, utile anche per accertare, in un processo di costante verifica e miglioramento, l’efficacia degli strumenti adottati, anche nel confronto con le modalità di fruizione degli strumenti e dei contenuti digitali – quindi di apprendimento – degli studenti, che già in queste settimane ha offerto soluzioni, aiuto, materiali. E’ ovviamente da privilegiare, per quanto possibile, la modalità in ‘classe virtuale’”. Chiarimento: non occorre correggere e valutare tutti i compiti assegnati e riconsegnati dagli studenti, sempre, da una lezione all’altra. Può rispondere alle finalità d’interazione, pubblicare le soluzioni e correggere e valutare solo alcune verifiche a campione.

4. I nostri mezzi sono: Registro Elettronico e G Suite. Solo quelli. I fini sono i consueti, ovvero far crescere i ragazzi in competenze, conoscenze e abilità.

5. Le condizioni particolari nelle quali ci troviamo a operare meritano una riflessione. La modalità di lavoro on line non nasce espressamente per il mondo della scuola, motivo per cui ci troviamo a piegare alle nostre esigenze e alla nostra (radicata) abitudine uno strumento che mal si presta a essere l’ideale sostituto didattico della lezione frontale in presenza. Ciò sarebbe vero anche nel caso in cui noi avessimo potuto programmare e prevedere fin da subito questa modalità. Invece ci troviamo gettati all’improvviso in una dimensione che molti di noi faticano ad accettare e a governare. Vale però la pena di sottolineare che la Didattica a Distanza non potrà mai essere come in classe. Sarà interessante vedere se, quando si tornerà in classe, si tornerà a lavorare come prima. Appare comunque privo di dubbi il fatto che sia una fatica inutile cercare di riproporre una lezione frontale servendosi della tecnologia. Non è così che si garantisce un’interazione.

6. Privacy. La scuola è munita di tutta la documentazione necessaria. Tuttavia, qualora si decida di svolgere attività in sincrono, è opportuno non registrare le lezioni a meno che non siano frontali (quindi che sia solo il docente a parlare) e che si voglia lasciare il video disponibile per visione successiva. E’ bene ricordare agli studenti (soprattutto H o DSA o BES) che le lezioni eventualmente registrate saranno disponibili e dove. E’ sempre preferibile evitare di registrare interrogazioni. Si ricordi che tramite MEET è possibile (ed è consigliabile) invitare i colleghi di sostegno ad assistere a momenti di lezione. All’inizio dell’attività in sincrono, in videoconferenza con la classe o parte di essa, è bene ricordare sempre e comunque agli studenti che gli alunni non devono diffondere al di fuori dell’Istituto i materiali didattici acquisiti nell’ambito della didattica a distanza, ivi comprese le immagini o gli audio delle attività svolte in sincrono. Se lo ritenete opportuno, potete invitare il Dirigente che con tale modalità concordata proseguirà l’osservazione dei docenti in anno di prova.

7. Nel PTOF di istituto sono chiaramente indicati obiettivi trasversali da far raggiungere agli studenti, per esempio relativi alla capacità di continuare ad apprendere. Si valorizzerà l’acquisizione di queste competenze e, previo accordo nei dipartimenti, ciascuno rivedrà la propria programmazione individuale, rimodulando gli obiettivi. Come va attuata la rimodulazione, dal punto di vista formale? “Attraverso tale rimodulazione, ogni docente riprogetta in modalità a distanza le attività didattiche, evidenzia i materiali di studio e la tipologia di gestione delle interazioni con gli alunni e deposita tale nuova progettazione relativa al periodo di sospensione, agli atti dell’istituzione scolastica, tramite invio telematico al Dirigente scolastico, il quale svolge, un ruolo di monitoraggio e di verifica, ma soprattutto, assieme ai suoi collaboratori, di coordinamento delle risorse, innanzitutto professionali, dell’Istituzione scolastica”.

Saranno inviate a tutti

1) una scheda per facilitare la rilevazione delle competenze trasversali acquisite;

2) una scheda dove sintetizzare la rimodulazione della programmazione. Si suggerisce di indicare entrambi i possibili canali di erogazione del servizio (Registro e applicazioni di G Suite), per non vincolarsi aprioristicamente ad utilizzare solo uno di essi in caso di successive necessità. Tuttavia, si consiglia di non moltiplicare i canali di comunicazione e soprattutto si richiede a tutti di indicare solo i mezzi ufficiali riconosciuti dalla scuola.

8. Dirigente, Staff e Coordinatori, di Dipartimento e di Classe, collaborano e si attivano per sostenere il lavoro di ciascuno e garantire l’equilibrio del carico didattico;

9. Tutto deve essere formalizzato sul registro. Si tratta pertanto di:

- annotare sempre in agenda le attività distinguendo chiaramente le attività previste per la giornata e i compiti da consegnare a quella scadenza;

- specificare la procedura per la consegna del materiale (caricarlo di norma in aula virtuale);

- firmare su RE le attività in sincrono svolte con la classe (tipicamente, una lezione partecipata su Meet).

10. Per evitare il sovraccarico di lavoro tramite dispositivi elettronici, degli insegnanti e degli alunni, tutti i Consigli di Classe limitano il lavoro in sincrono fino al 50% del proprio orario settimanale e, come già stabilito, organizzano le attività in sincrono nell’ambito dello stesso. Per lavoro in sincrono non s’intende solo la lezione partecipata su Meet, ma anche per es. lo svolgimento di un test a tempo somministrato tramite registro o funzionalità G Suite, oppure la chat per restituzione su lavori. Il lavoro in sincrono si svolge, annotandolo precedentemente in agenda sul registro. Attenzione, perché in concreto alcune modalità di lavoro in sincrono richiedono un po’ di tempo per l’avvio.

Nell’ottica di un’ottimizzazione del lavoro da remoto, si assume che gli incontri in sincrono possano avere una durata massima di circa 45 minuti ciascuno, allo scopo di non appesantire il cumulo di lavoro al PC sia per gli alunni sia per i docenti. Si rammenta che “in sincrono” e “con modalità interattiva” non sono la stessa cosa. Un’ora di spiegazione ‘a senso unico’, resa davanti a una platea di alunni con microfono spento è attività sincrona, ma non è interattiva. La restituzione successiva di un elaborato prodotto su materiale assegnato con annotazioni e indicazioni di miglioramento è asincrona, ma interattiva. I coordinatori verificheranno che la soglia massima d’impegno davanti al PC sia rispettata, ferma restando la possibilità, fra colleghi, di accordarsi internamente: la rinuncia ad alcune sessioni di sincrono da alcuni può essere bilanciata da un peso maggiore delle attività di sincrono da parte di altri.

11. Disabilità: Si richiede di programmare le attività e le prove di valutazione con congruo anticipo sentendo i colleghi di sostegno, in modo da permettere loro di organizzarsi per il supporto agli alunni che hanno più difficoltà. Si ricorda di operare garantendo le misure e gli strumenti previsti nel PEI;

12. DSA e BES: vale quanto sopra. In realtà, paradossalmente, qualche alunno DSA è più avvezzo di altri a utilizzare le dotazioni tecnologiche per sopperire alle proprie difficoltà. Si raccomanda particolare attenzione alla programmazione e ai tempi per equilibrare il carico di lavoro. Continuare, se previsto, a ridurre i compiti.

13. La valutazione.

La nota MI n. 388/2020 specifica alcune indicazioni relative alla valutazione:

- deve essere tempestiva, poiché risponde a un’esigenza e a un diritto degli alunni, quello di avere precisi feedback su che cosa e quanto hanno imparato e/ ben eseguito e che cosa invece non va;

- deve essere intesa come uno strumento per la rilevazione del progresso nell’apprendimento, non come il fine, specialmente dato il contesto presente in cui si produce attività didattica;

- non deve avere carattere sanzionatorio, dal momento che rimanda alla scuola come “ambiente di apprendimento” e quindi deve accompagnare un auspicato processo di crescita dell’alunno.

Vale a questo proposito quanto il PTOF dell’istituto ha raccolto dalle indicazioni del DPR 122/2009 e dal D. Lgs. 62/2017: alla proposta di voto si arriva all’esito di un procedimento complesso che non si esaurisce nella media aritmetica dei voti. La prima preoccupazione non deve essere quella legata al numero congruo di verifiche per più motivi. Così, per esempio potranno essere riconosciute e valutate (elenco non esaustivo): le competenze sviluppate durante le attività di stage, non ancora considerate; le competenze trasversali (cittadinanza digitale, imparare a imparare,…) acquisite nella specifica contingenza; test svolti in sincrono; elaborati progettuali, anche perfezionati per fasi successive; scambi pure via chat; file audio (al fine di apprezzare la pronuncia per le lingue straniere); interventi durante attività in sincrono; tutto ciò che attesti un progresso nella attività di apprendimento.

Forse è l’occasione giusta per provare un cambio di paradigma:

- abbandonare la valutazione per sottrazione, quella che misura la distanza tra un ipotetico livello ottimale e la prestazione fornita dall’alunno;

- adottare una valutazione più coerente con la pratica della Didattica a Distanza, tesa a premiare i progressi e gli aspetti positivi.

Ma teniamo fermo il principio per cui la mancata consegna di un elaborato autorizza il docente a una valutazione negativa; date le circostanze, il principio deve essere temperato dal buon senso: una consegna, anche tardiva, può consentire di considerare ‘superata’ o recuperata totalmente o parzialmente la precedente valutazione. Il messaggio è chiaro: responsabilizzare gli studenti, apprezzarne la partecipazione, anche un po’ disordinata, alle attività, valorizzarne i progressi. In quest’ottica il ruolo del Consiglio di Classe sarà ovviamente delicato.

Abbiamo studenti che, nonostante le circostanze, stanno andando ben oltre quanto sarebbe loro richiesto in condizioni normali per ottenere la sufficienza. Altri, pur ripetutamente sollecitati, non rispondono e mancano d’impegno. Non sarebbe né educativo, né deontologicamente corretto, equiparare le situazioni.

Gli studenti necessitano di utilizzare metodologie non tradizionali, che fanno emergere abilità, competenze, attitudini e intelligenze differenti e possano dare una spinta motivazionale a studenti che la didattica tradizionale non riesce a coinvolgere.

Si rinvia a una lettura della nota 388, relativamente al nodo della valutazione, considerata come un dovere dei docenti e un diritto (“…attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza…”) degli studenti.

A tal fine fra le verifiche si annoverano:

a. colloqui individuali: webcam accesa da parte dell’interrogato e dell’insegnante, presenza di almeno due studenti in modalità Meet;

b. presentazioni di approfondimento o di una lezione alla classe anche organizzata da un gruppo di studenti: webcam accesa da parte del gruppo che espone (anche in ppoint) altri studenti con webcam spenta;

c. test: lanciati sulla piattaforma GSuite o da registro elettronico, da svolgere live da parte degli studenti;

d. saggi/relazioni/verifiche scritte da consegnare nei termini stabiliti dall’insegnante nei materiali dell’aula virtuale o via email;

e. compiti a casa da svolgere in autonomia e da consegnare nei termini stabiliti dall’insegnante nei materiali dell’aula virtuale o via email;

f. relazioni di laboratorio da svolgere in autonomia anche utilizzando ambienti di simulazione e da consegnare nei termini stabiliti dall’insegnante nei materiali dell’aula virtuale o via email; in alcuni casi può essere richiesta la presentazione dei risultati nelle modalità proprie del colloquio orale;

g. progetti e disegni da svolgere in autonomia anche utilizzando software specifici (es. AUTOCAD) e da consegnare nei termini stabiliti dall’insegnante nei materiali dell’aula virtuale o via email; in alcuni casi può essere richiesta la presentazione dei risultati nelle modalità proprie del colloquio orale;

h. produzione di video e audio e blog anche utilizzando applicazioni specifiche da svolgere in autonomia e da consegnare nei termini previsti dall’insegnante.

Ciascun consiglio di classe adotta alcune delle tipologie sopra elencate, con l’intento raccogliere quanti più elementi possibili per arrivare a una valutazione che sia usata come feedback per gli studenti, come conferma del loro impegno e dei loro progressi, come gratificazione per un percorso compiuto.

A tali verifiche di produzione si aggiunge la verifica di impegno basata sul numero e sull’assiduità della partecipazione alle attività a distanza.

Considerando la tipologia di prova e la tipologia di realizzazione le verifiche possono essere considerate formative (con valutazione in blu) o sommative (con valutazione in verde/rosso).

Ciascun docente avrà la possibilità di riunire una serie di prove formative generando un voto sommativo scritto o pratico a seconda della tipologia di prova. La valutazione dell’impegno e della partecipazione (conseguente alla sopra definita “verifica di impegno”) è da intendersi sommativa.

In caso di alunni con BES occorre dedicare nella progettazione realizzazione e valutazione delle attività in modalità DAD particolare attenzione al rispetto dei piani didattici personalizzati e individualizzati.

 

Documento approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 21 aprile 2020